lunedì 7 marzo 2011

Farmastrategie per donne oggetto


E' primavera fra poco svegliatevi bambine diceva una vecchia canzone, e allora svegliamoci! Ma da cosa, dal letargo invernale? Dal coccolone post-pranzo domenicale? Dal torpore antistaminico?
Quest'ultimo, forse è il genere di sonno più diffuso con gli sbalzi climatici a cui siamo soggetti, e proprio delle medicine vorrei parlarvi, ma non certo della salute.
Quello che mi colpisce di più del mondo farmaceutico, è la sua evoluzione, il suo mutar nel tempo di aspetto, e la furbizia con cui ci ha reso schiavi dei suoi prodotti!
Infatti, quand'ero bambino, le medicine si prendevano solo all'occorrenza, e solitamente facevano schifo tutte, dallo sciroppo per la tosse al retrogusto di rabarbaro, alla pomata per i bronchi che profumava di menta infuocata, passando dallo shampoo al catrame, che nemmeno fingeva di puzzare d'altro. Le farmacie inoltre, erano nei palazzi più severi della città, e l'odore di canfora soffocava l'ambiente vetusto, fatto di scurissimi banconi, e vecchieggianti dottori con le borsesotto gli occhialini, o dottoresse basse in camice bianco e caviglie gonfie, mentre ora, somigliano ai negozi di caramelle, o a lussuose profumerie!
Il farmaco, faceva parte delle spese straordinarie di una famiglia, ma oggi la capatina in farmacia, non solo è spesso inserita nelle commissioni giornaliere, ma per alcune donne, è proprio una parte integrante del proprio fabbisogno.
D'altra parte anche la pubblicità ha avuto il suo ruolo, perché quando ero piccolo e vedevo la pubblicità di una nota soluzione per stomaci bucati, dal nome simile a un detersivo, non mi veniva certo l'acquolina, e le facce dei miei genitori, sembravano tradire il pensiero: speriamo di non averne bisogno! Oggi infatti i furbastri farmaceutici, hanno assoldato pensatori e squali del mercato, per trasformare la sfiga in un opportunità, quindi, la cellulite è diventata "una malattia" che te la puoi beccare, ma se ti impiastri di surrogati della caffeina forse fino a novant'anni ,ti passa, oppure puoi avere una schiena di merda con le vertebre fragili come canestrelli, ma se ti tappezzi di cerotti, da conservare in frigo con le verze, sarai talmente freddo da non sentire più nulla.
E qui, apro e chiudo la parentesi, ecco la breccia di Porta Pia del nostro cervello di consumatori, il farmaco è diventato di così gran consumo, non tanto per la sua efficacia, quanto per la sua capacità di zittire i segnali di malessere! Una museruola chimica al dolore cagnotto, un silenziatore dell'allarme, una maschera di ottimismo e salute da indossare ogni otto ore!
Per adattarsi alle abitudini alimentari moderne, per molti farmaci non è più necessario lo stomaco pieno, basta scioglierli sotto la lingua, dove una volta si pungevano i drogati più esperti e il gioco è fatto!
Per scalzare i supermercati, invece, hanno pensato di "integrare" tutti i componenti di cui siamo fatti. Se il super vende l'acqua che elimina l'acqua( notare che saremo costituiti di acqua all'ottanta per cento)la farmacia, ti vende gli integratori che eliminano il servizio di piatti! Conosco amiche che nelle credenze hanno il pentolino della ceretta e mensole intere di integratori in barattoli da chilo al posto delle farine.
Ma la farma mimetica generando business, ha anche dato lavoro ad una serie di nuovi tuttologi.
Quando ero piccolo, mia madre in barba a tutti i pedofili della zona, mi mollava da solo nella sala attesa del dottor Diacomanoli, che fumava come un turco, a tenerle il posto...tra vecchiette catarrose e signore dall'intestino pigro, e siccome eravamo a Genova, si stava seduti scomodi su sedie di fòrmica. Chi è l'ultimo? si chiedeva invece di prendere il numero come al museo, e poi si aspettava. Ma se malauguratamente nel silenzio tombale dell'attesa, si vedeva entrare un signore stazzonato con la valigetta, si scatenava il panico, era il Rappresentante di medicine! Questo significava, che l'attesa si sarebbe protratta di almeno un ora...perché lui che tu avessi un brufolo o una setticemia..ti passava avanti! Oggi si chiama Informatore scientifico, ma siamo certi che siano scienziati? Non è che magari questi di scientifico hanno solo lo scopone?
In ogni modo, alcuni di questi lavorano a percentuali, quindi vi lascio immaginare i mastruzzi che faranno per piazzare i loro prodotti.
- Su dottore, mi prenda almeno il vermicolin, lo so che non fa un cacchio ma lo dia ai nuovi pazienti, che tengo famiglia
- Ma guardi che i farmaci mi appaiono a computer- dice il medico
- Eh ho capito, ma se guarda sempre la prima riga...come faccio? Noi siamo sedicesimi nell'hit parade.
- Ma contiene sminchiaprazolo?- chiede il medico
- si ma è nocivo solo per i bambini, agli anziani manco se ne accorgono. Lo sa che se lo prende ci esce una vacanza...ehmmm scusi un congresso a pozzuoli?
- No, guardi sono contrario, a queste lusinghe soprattutto perché come Capri non ce n'è! ehhhhhhhhhh!!!!!!!
Ma la morale non ci interessa, a noi interessa che la medicina sia gustosa come un abbacchio, profumata come un mazzo di rose, colorata come lady Gaga, ed di effetto immediato come la mia calvizie, soprattutto se siamo donne, perché le donne sono sempre pronte a considerarsi bisognose dell'ultimo ritrovato. Medico se ipocondriache, chirurgico se temerarie, naturale se cesse. Loro il vero bersaglio di questo mercato ingannevole e confezionato!
Improvvisamente, per loro le vagine, si trasformano in calderoni mefitici dalle quali i bambini per nascere vengono provvisti di placente a forma di tutine ignifughe, le bocche che amavamo limonare, in fogne a cielo aperto, i cessi nei quali dovevamo solo espellere rifiuti organici, in tazze da colazione, e i pavimenti diventano luoghi dove fare di tutto tranne che camminare. Ma la guerra ai batteri, non finisce li, c'è il gel da massaggio che diventa lubrificante anale, ma anche brillantante per stoviglie, detergente per le mani, collutorio, e sigillante per docce, o l'integratore per capelli, che ti fa crescere anche il clitoride per rapporti più attivi col vostro uomo che così non va più a trans.
Se non dormite prendete le goccine, se non cagate le mille erbe, se ce l'avete secca gli ovuli di pasqua, se le tette guardano in basso, le pomate al ghiaccio secco, come calciatori infortunati, ma mi chiedo, le donne che si incazzano perché la politica le tratta come oggetti, sono più felici di essere trattate dalle farmacie come bidoni di rifiuti tossici? Come tacchinelle del Ringraziamento? come ecoballe da smaltire? Ma vi siete mai accorte che le farmaciste le assumono brutte, e che quando vi fanno il conto, esse pensano: "Ma che cazzo le compra a fare tutte ste robe questa qua, cosa crede che io non ci abbia già provato? se avesse funzionato...avrei gia una casetta in via Olgettina, dalla quale fuggire tutta scossa per la mancanza di privacy!"
Se siete nate purghe le ali dell'assorbente vi dovrebbero portare dal parrucchiere, ma se invece siete nate belle come la dolce euchessina, datemi retta i soldi spendeteli per un libro in più!



domenica 20 febbraio 2011

superbia: la storia si ripete?


Lei non sa chi sono io!!!- esclamo la partecipante di un reality, vittima di uno scherzo delle iene, e aggiunse - "per comprarsi le scarpe che indosso lei deve lavorare un mese intero! Questo accadeva dopo che la signorina inebriata dall'esposizione mediatica, era stata rimbalzata dal butta-dentro di un locale, il quale non avendola in lista, le aveva applicato il protocollo generico del caso.

La superbia, in questo caso, stava nella convinzione che le regole non valessero per le "persone famose", e proprio di recente, sembra questo il leit-motiv italico, ma anche internazionale. Siamo all'alba di una rivoluzione morale? Insorgono i popoli contro i dittatori, le procure si ingorgano di atti giudiziari a tutela della dignità delle giovani donne, si sfrattano i vip dagli appartamenti ad equo canone. Sembrerebbe che la deriva furbetta e supponente abbia le ore contate, ma non vi sembra tutto un tantino perfetto? basterebbe davvero che tutti i potenti e potentini venissero deposti, dimessi o condannati, per far sparire il seme della superbia?

Io sarei contento se non ci fossero dubbi, se questa voglia di giustizia di ridistribuzione dei poteri, e delle ricchezze, così come il rinnovato lustro alla dignità delle persone, tornassero di moda quanto il rossetto rosso. Personalmente, farei faville per un " Common People Burlesque Power" che vedesse persone comuni, sentirsi fieri di cellulite e calvizie, comportarsi col garbo di patinate vedette. Persone con le rughe, affermare che l'Olimpo deve si crollare, ma solo per poter creare sul monte che lo ospitava un acquapark per tutti coloro che vogliono solo essere liberi e felici. Ciò nonostante, questa auspicabile "primavera morale" mi suona sospetta perché la storia ci insegna che anche le rivoluzioni hanno il loro lato oscuro e allora immagino che :
si formeranno campi di addestramento per rondini kamikaze, che non faranno primavera, ma piuttosto si faranno esplodere nel bel mezzo di un peeling chimico, dentro le spa cinquestelle.
Orde di "umili sudaticci" preparare fascine con gli stecchi dei diffusori per ambienti, e formare roghi su cui bruciare, estetiste e parruchieri, accusati di deodorazione e istigazione alla vanità.
L'istituzione di un tribunale popolare, che invece delle prove si baserà sul tipo di crema idratante dell'imputato/a.
" Vostro onore, aveva nell'armadietto costosissime creme svizzere! Colpevole!"
-"ma sono allergica" dice in sua difesa l'ignobile idratata,
- " e perché non c'è rossore? "-
- Mi mettevo un fondotinta ..ma poco".
- "Vedete, vostro onore! Girano tra noi, tra i nostri figli, sotto mentite spoglie, e poi li spingono a vergognarsi dei loro meravigliosi brufoli incistati, e naturali, del loro amabile pus!
Verdetto: colpevole di tutti gli ingredienti testati su minorenni brufolosi in orribili festini nei palazzi di Elisabeth Arden!
Nelle piazze si bruceranno montagne di I-Pad che diffondono la piaga del socialnetworkesimo.
Tutte le veline, verranno deportate in campi di concentramento di grassi saturi e costrette a mangiare fino alla talia 56, coltivando soia per gli hamburger biologici
Gli stilisti di moda, verranno vestiti con i loro abiti e messi alla gogna con le zeppe, esposti al ludibrio dei diversamente magri o alti.
Dal pulpito, solo parroci in minigonna, così si combatterà la tentazione della carne.
Niente banche e finanziarie senza scrupoli, niente speculazioni edilizie, niente disagio sociale, insomma un mondo fatto di persone oneste, che onestamente crederanno di essersi liberati di quella superbia e di quella tracotanza anche estetica, fatta di simboli e di potere. Che non avranno dubbi sul fatto che qualcuno doveva pur farlo, che ora si che siamo tutti uguali, e che non dovremo più vergognarci col mondo intero, già ma quale mondo resterà dopo l'ondata distruttiva dei valori di una volta?
I maya, incazzati arriveranno dal cielo e diranno: "ma chi vi credete di essere? guardate che casino che avete combinato pur sapendo che saremmo arrivati! voi non sapete chi siamo noi!!











venerdì 4 febbraio 2011

Invidia: Freud vs Motumbo

le scarpe della mia amica Elena quelle si che mi fanno invidia. Alte, colorate, sinuose, appena le metti, senti di poter comandare il mondo maschile solo con un passo, ma se fossi invidioso vero, le saboterei la scarpiera, limandole di un paio di centimetri tutti i tacchi sinistri, perchè l'invidia non distrugge, danneggia, in modo da rendere l'oggetto di invidia, non solo indesiderabile, ma anche ridicolo.L 'invidioso, convinto che al mondo non ci sia bene sufficiente per tutti, e altresì convinto, di meritarlo al posto di chi già lo possiede, crede in sostanza nei brogli elettorali, nel complotto, nella manipolazione del televoto, e nel fatto che la Marini sia un attrice con ruoli che lui/lei reciterebbe meglio.
E come dargli torto?
Ma anche i pallidi rimedi adottati socialmente per far fronte al flagello delle "locuste invidiose", non sono stati un granché. Pensate alla teoria del bicchiere, se lo vedi mezzo pieno ne bevi comunque metà, se lo vedi mezzo vuoto dove cacchio è la bottiglia per riempire l'altra metà?
Oppure il pensiero positivo, quello secondo il quale, bisogna trovare il lato buono nella bratta in cui siamo invischiati? Sembrerebbe utile, perché comprendendo il valore nascosto nel problema, non si avrebbe tempo di invidiare chi non ce l'ha, eppure non mi ci vedo a cercare nel fango del mio cuore la chiavetta del forziere, come nei reality, perché, se sono immerso nella merda, mi viene naturale uscirne, non certo, ravanarci dentro alla ricerca di un santo graal che di fatto puzzerebbe tanto quanto.
Nell'arco della storia anche la politica ha provato a ridurre i danni dell'invidia, per esempio col comunismo. Poco per tutti, tutti contenti?
Niente da fare, perché se anche abbiamo tutti scarpe di cartone, il cartone del vicino sarà sempre più verde! Magari il mio si è consumato, e quante suole potrei ricavare vendendo il cartone che ruberei da sotto il culo del barbone che lo usa come materasso?
Proviamo con la meritocrazia, dove chi ha di più se lo merita! Ma sarà così sul serio? Sarei disposto a crederci se vedessi il mio collega che si scaccola in ufficio, ottenere una promozione? O la gallina di turno, con una birkin sotto braccio? Cosa potrebbero aver fatto per meritare tanto? Magari sono stati creativi, e le caccole si sono trasformate in energia pulita, o il perizoma inamidato in pala eolica? Non ci credo!
Una delle frasi tipice dell'invidioso è questa: beato te!
Che tu abbia vinto un euro giocandone cinque, o che ti abbiano dato il premio Pulitzer, per aver scritto la lista della spesa, o che tu abbia scavato con le unghie il traforo del Monte Bianco, la beatitudine scatta lo stesso.
- ciao come stai?-
- bene grazie, e tu?-
- Non puoi capire, guarda me ne succedono di ogni-
- Oh povera, che ti accade?-
- Mi si è rotta un unghia! E ho dovuto tagliarle tutte-
- AH... a me non crescono nemmeno,-
-Beata te!-
Ma beata cosa???? Ti sto dicendo che ho unghie molli come savoiardi inzuppati, che scrivo sul computer con le nocche, che se uso l'acetone si sciolgono con lo smalto, e tu mi dici che sono beata????
Sì l'invidia è questo, attribuire fortune che non esistono a persone che non ne hanno, ma soprattutto, ingigantire le proprie insoddisfazioni, attribuendone la colpa al prossimo.
L'onestà sembrerebbe il rimedio più nobile, ma come per la ricetta della Coca Cola, gli ingredienti sono un mistero irrisolvibile, come il Santo Graal si sa che c'è ma non si sa dove.
L' invidia più nota è quella del pene, leggete un pò cosa ne dice una fonte:http://nonciclopedia.wikia.com
Quando Freud proseguendo il suo viaggio giunse in Congo, scoprì una civiltà primordiale, entrando nel villaggio di Lubumbashi. La vista che gli si propose davanti, fu per i suoi occhi di gentiluomo di fine ottocento europeo, orripilante e alquanto sconvolgente. Una quindicina di donne a petto nudo si volsero verso di lui e andarono nella sua direzione. Le donne in questione era nude, e Sigmund si scandalizzò molto per questo fatto. Chiese, chiudendo gli occhi di poter parlare con un uomo. Giunse il capo villaggio, un certo Motumbo, anche lui nudo, con alla vita una cintura che gli copriva i gioielli di famiglia. Freud, vedendo finalmente un po' di civiltà, nel coprire le parti intime, intavolò un fitto discorso con il capo villaggio. Motumbo non capendo una parola di quello che diceva quel buffo essere tutto bianco, agghingato come una mignotta di alto borgo di Kinshasa, stette a guardare con curiosità lo spettatolo che gli si pose davanti. Sigmund chiese del cibo, con un gesto internazionale, ovvero sbattendosi la mano di taglio sullo stomaco, ma gli indigeni sembravano non capire. Allora porto la mano chiusa alla bocca spalancata. Quando vide il volto di Motumbo illuminarsi, si rallegrò parecchio. Motumbo si slacciò la cintura, e Sigmund, scopri tragicamente (è il caso di dirlo) che quella non era la cintura. Visto l'enorme pene di Motumbo e visto che anche gli altri uomini del villaggio avevano un pene di dimensioni enciclopediche[wikipedia] al nostro Sigmud venne un'invidia, ma un'invidia, che quasì ci lasciò le penne.
Tornato in Europa si mise a scrivere un libro dove spiegava le sue teorie pseudoscientifiche. Dopo 3 mesi di vita nella sua Vienna si tolse la vita per il mal d'Africa, o più probabilmente per lacerazioni rettali che avevano causato emorragie interne, che gli furono letali. Ma del resto... A nessuno importa.
Non c'è rimedio, dunque contro l'invidia, se non quello di diventare invidiati con tutta la serenità possibile.
Io per esempio, pur avendo la vita sociale di una talpa, il fisico affetto da bradisismo, e nessun pene enciclopedico, ma un semplice pennutino occidentale, sento intorno a me l'invidia di alcuni che pensano che la mia borsa di Prada, sia sprecata su di me, o che sia beato nell'avere un gatto diabetico e a loro io rispondo, che sono fortunato.
Sì sentirsi fortunati, fa bene alla fortuna, e anche se chiama l'invidia, io aggiungo un posto a tavola a fianco alla pigrizia, perchè penso che abbiano molto da raccontarsi, e per dessert, servo loro cannoli formato Maxi!






giovedì 27 gennaio 2011

Accidia: Casting o Ateneo?



La pigrizia andò al mercato
e un cavolo comprò,
mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.
Mise l'acqua, accese il fuoco
si sedette, riposò.
Ed intanto, a poco a poco,
anche il sole tramontò.
Così, persa ormai la lena,
sola al buio ella restò
ed a letto senza cena
la meschina se ne andò.


Così il buon Francesco Pastonchi, descriveva l'accidia nella sua sostanza. Che differenza c'è tra l'accidia e la pigrizia? La pigrizia, al mercato ci andò, l'accidioso/a, pur sapendo che dovrebbe farlo trova un modo per evitare lo sforzo!


"Take it slow", potrebbe essere il motto del pigro contemporaneo, prendersela con comodo, il suo stile di vita, nel quale la spinta al salutismo moderno, sembrerebbe inserirsi come alibi perfetto, in quanto, alti livelli di stress possono danneggiare gravemente alla salute.

La salute dell'accidioso è invece, di natura cagionevole, come si spiega questa apparente contraddizione?

Semplice, nel fare il meno possibile, il pigro deve trovare una motivazione che sia socialmente accettabile, e che induca, il suo prossimo ad "andare al mercato al posto suo", ne conoscete una migliore del non star mai bene? Tale soggetto, lo definisco il "pigro farmaceutico". Conosce ogni medicina e se la autoprescrive, infallibile diagnostico del proprio io, è in grado di avvertire malfunzionamenti che sfuggirebbero al microscopio. Per esempio, ti dirà di aver male alle "lacrime," o i globuli rossi "infiammati", pur di non fare ciò che dovrebbe, e grazie all'uso fai da te della medicina, fioriranno allergie e intolleranze come segni evidenti della propria condizione di "indisponibilità"( da non confondersi con l'indisposizione). Un piano perfetto, che lascia gli astanti senza scelta, non potrete giudicarlo colpevole, senza un ragionevole dubbio, ne assolverlo in quanto, state ancora aspettando il suo regalo di Natale del 1998, che per motivi più che validi, è ancora a casa sua.


Ma i nuovi accidiosi, si trovano secondo me, proprio tra quei giovani, che ciondolano nonostante il vigore dell'età tra i banchi di scuola e i pali del bunga bunga!

La giovane minorenne, per esempio, che non può studiare, e nemmeno lavare le scale, perché sogna il mondo dello spettacolo, che sa bene che lo studio non serve, e il lavoro è precario,

Per lei, la filastrocca potrebbe essere questa.

" La velina andò al provino, per firmare un contrattino, era suonato mezzogiorno e gli proposero un film porno. Di mangiar non se ne parla, altrimenti a chi vuoi darla? Pur se stanca, certamente, non la nega al Presidente, il quale persa ormai la lena, le regala una catena. La meschina, a onor del vero, dice tutto ad annozero, "la collana era placcata, sono stata ingannata"! Sola al buio ella restò, e al provino ritornò!


Ora direte che i media mi hanno rimbambito, o che non mi rendo conto di quanti giovani in realtà stiano preparando il loro futuro in università! Ma io lo so, che abbiamo la fuga dei cervelli, e pertanto quelli che non sono fuggiti dove sono?

Semplice, ancora all'università, fuori corso di almeno 15 anni, perchè la vita è dura non solo per le veline, e i tronisti, ma anche per il "bamboccione", il quale affronta con accidia i suoi esami, e guida a centonovanta chilometri orari, la fuoriserie di papà.

Poverino che volete? All'estero, il suo cervello non lo vogliono, e a lui gli va il morale sotto i piedi, che diventano pesanti sull'acceleratore, per colpa degli altri. Potrà mica andare a fare un lavoro umile? Cosa direbbero le amiche di papà, quando incontrando la moglie del loro amante dal parrucchiere la sentissero lamentarsi? per lui la filastrocca farebbe così:


"era quasi mezzogiorno quando ancora nel suo letto, meditava il prediletto. Oggi c'era biologia, sarà mica colpa mia. Che m' importa della tesi, vado a fare un po di pesi. Ormai ho perso un po la lena ma per me non val la pena, dite, in fuga ho il cervello? Che mi importa sono bello!

Il meschino a quarant'anni ha già fatto troppi danni, mal che vada una lezione, c'è la pubblica amministrazione. Paparino, lui mi accetta, e ha già pronta la "mazzetta".


Infine cari amici Maya, a furia di parlare di pigrizia, mi è venuto sonno e se cascasse il mondo sai che si fà? Ci si sposta un pò più in la!



lunedì 24 gennaio 2011

Lussuria: chirurgica o virtuale?


Nel considerare la lussuria, non vorrei commettere la banalità di parlare di sesso, in quanto, essa è ai miei occhi, qualcosa di più sofisticato. Tette e culi, infestano i packaging dei prodotti meno lussuriosi che posso immaginare, come salvaslip, dopobarbe, e cottonfioc, inoltre il corpo più che oggetto di lussuria, è oggetto di transazioni più o meno lecite, che di lussurioso non hanno nulla.

I moderni macellai pubblicitari, sezionano pezzi di “vacche” e quarti di manzo”, con programmi informatici che isolano questi pezzi di carne dal loro contesto e li rendono appetibili, come ortaggi maturi e coloriti, immettendoli come esche, sul mercato del prodotto di consumo, mentre i chirurghi estetici, di gran lunga più creativi, tagliano, copiano e incollano connotati ipertrofici,su poveri corpi di comuni mortali per soddisfare il desiderio delle persone di diventare “prodotto dell'anno”! Testimone del successo di “mercato” del nuovo prototipo umano, è la congestione di richieste d'amicizia, sul social network di riferimento.


Lo sguardo ammaliante della Sandrelli, o lo sbircio sotto la gonna, dell'intramontabile Laura Antonelli, sbiadiscono in confronto alle più esplicite docce del Grande Fratello, in quanto, i nuovi lussuriosi, ormai storditi dal dilagare di palloni e palline, troverebbero quelle signore, eccitanti quanto un bollito misto!


Per essere lussuriose non basta più darla via come un freesbee, bisogna fargli lo stencil dall'estetista, il tagliando dal ginecologo, il profilo su facebook, e gli optional dal chirurgo estetico, e anche accessoriarla con i piercing, disegnarla con i tatuaggi e confezionarla come se fosse una caramella, con orribili mutande “commestibili”, e io mi chiedo: ma su un mese di trenta giorni, di cui cinque sono già esclusi per manutenzione, dieci giorni per ciatrizzazzioni di orpelli e accessori vari, uno almeno per il trauma depilatorio mensile, e vuoi non avere un calo di estrogeni? Quanto resta per farla funzionare????

Ecco perchè escluderei dal Bunga bunga, la componente sessuale, perchè se queste cose, le donne le fanno, per darla ad un “amico” di fb, non voglio immaginare cosa facciano per presentarsi a feste “Illustri”! Quindi, gonfie come divani, immagino più probabili, innocenti medicazioni, più che lussuriose fornicazioni.


I maschi, non sono esclusi dalla moderna trasgressione, in quanto molte delle ragazzone brasiliane che vediamo nei locali e nelle feste esclusive, hanno concepito gli “accessori” in modi assai curiosi, infatti sotto tette dirigibili, hanno ben altro che una pochette, la quale più è generosa e funzionale meglio è! Naturalmente molte di loro come muratori al proprio paese, non guadagnavano abbastanza, con la propria “cazzuola”, quindi se la sono portata dietro sotto la gonna, perchè da noi la donna è più apprezzata, se capace di “sorprendere”! Ma anche a loro, tocca purtroppo, il lavoro più “duro”!


L'ammosciamento dilagante del maschio di ogni genere, ormai più passivo affabulatore che seduttore, e l'aggressività della femmina “attiva” ormai, più in degenza post chirurgica che in ovulazione, hanno ormai privato la lussuria del suo ruolo di interruttore delle convenzioni. Le abbiamo provate tutte, per non essere colti dai Maya, come educande inibite, e ora ci troviamo tutti un po' annoiati e con la libido congelata come la rata del mutuo, pensate come se la rideranno loro che adoravano il serpente piumato( pittorica allegoria del pene) nel vedere donne che tenteranno di vendergli le protesi in cambio di salvezza, o uomini che scopriranno il cataclisma imminente, solo perché la connesione wireless, emetterà un sibilo proprio mentre inserivano il proprio avatar nell'avatar di qualcun'altro!


I moderni fedeli cancellano i loro profili, dai social network per salvare i propri rapporti di coppia, dalla deriva lussuriosa, salvo poi riattivarli in tempi record, perchè il talamo si raffredda come il cibo al microonde, beh, adesso devo lasciarvi, perché mi è arrivata una richiesta di amicizia da “ tuttatana” e da “cel'hosemprealtoonline”!


mercoledì 19 gennaio 2011

Gola: secca o profonda ?


Mi sto ingozzando di chiacchiere, me ne metto in bocca un'altra senza aver finito la precedente, le sento frantumarsi, mentre lo zucchero raggiunge le papille della mia lingua avida, che si adagia sul fondo della bocca per accogliere i resti di quelle che erano le forme del dolcetto, ancora e ancora. Ormai, non è più il gusto ciò che importa, ma la sensazione di varcare un limite, di spingermi più in là, ho sufficiente zucchero per tenere in piedi quattro cervelli, ma mi rendo conto di non averne neanche uno in funzione.

Come dopo una sbornia o una notte infuocata, mi sento"pieno". Ma di cosa in realtà?
Quanto grande fosse il vuoto che mi ha spinto a divorare tutti quei dolci, non so, ma so per certo che lo rifarei, in una sera come questa, dove la tua assenza lascia un segno sul cuscino.

Peccati di gola, amiche ingorde, o cuori ammalati?
Io credo che l'inventore della famosa spalmabile al cioccolato, fosse stato tradito, e ormai frustrato come una stenografa in disuso, nella crema ammazza-fianchi, abbia aggiunto le sue lacrime oltre a diversi grassi saturi.
Ma i crapuloni e gli ingordi, non avevano già abbastanza problemi? Bisognava davvero aggiungere ai trigliceridi impazziti anche una granella di sensi di colpa?

Di santi grassi, in effetti, non me ne ricordo, e quella cena, sebbene fosse "l'Ultima" non fu un vero banchetto, la povera Babette fece molto meglio! Lei si che intendeva lasciare un bel ricordo!
Maestri eccellenti del peccato di gola, sono gli anziani, i cui appetiti galoppano, come cavalli di razza, vuoi perché il chakra di terra si è spento, vuoi perchè la combustione delle calorie non produce più il calore di un tempo, essi fagocitano anche i menù ospedalieri, tipicamente disgustosi, con la stessa avidità con cui mia suocera si mangia il panettone a Natale!

Ma se è vero che l'appetito vien mangiando, e la trentotto vomitando, la nostra, è anche l'epoca dei disordini alimentari. Che sia una nuova redenzione dal peccato di gola? Non credo, perché una Eva scheletrica la costola se la toglierebbe da sola, e un Adamo secco non avrebbe la forza di contarsele, figuriamoci se due in queste condizioni, passerebbero il tempo a generare una nuova stirpe... memori dell'Antico peccato originale, andrebbero a cercare erbe lassative per tutto il giardino, lasciando marcire le mele.

A questo punto allora i "peccatori di gola" sarebbero solo i cicciotti e gli anziani? Troppo facile, perché la Chiesa è moderna, e poco gli importa cosa mettete in bocca, che sia una brioche o sesso orale, sempre di "gola" si tratta! Colpevoli; il verdetto.
Ricordatevi però, che la ricetta del cacao, fu sviluppata dal terzo re maya, tal Hunahpu, e il sesso orale dall'imperatore Chupa Chupa, suo lontano parente, quindi nel 2012 esigete uno sconto della pena, per istigazione al Reato!


martedì 18 gennaio 2011

avarizia : i nuovi mostri


Dell'avarizia, bisognerebbe dire il meno possibile, per rispettarne l'asciuttezza, ma come dice il mio amico Maurizio, essa più che un peccato è un vizio, un abitudine, una mania che prescinde la necessità.

Il vero avaro, non lo è solo col denaro, ma anche con i sentimenti, infatti lui o lei non vi amerà, vi vorrà bene, non vi sposerà, vi verrà a trovare di notte, non vi farà sentire indispensabili, ma sicuramente utili, e in ultimo non vi farà godere mai con la scusa del concetto di soglia!

Ogni forma di relazione con gli altri nella vita moderna corrisponde per l'avaro ad un dispendio, eccezion fatta per gli inviti di cui campa, e che è abilissimo a suscitare nei generosi. Il progresso lo aiuta, in qualche modo lo agevola, può scaricare gratis film, può usare buoni sconto al super, e anche mangiare cibi moderatamente scaduti, confidando nell'eccesso di conservanti in essi presente.

Con che cosa ha a che fare l'avarizia come peccato? I "buoni pastori" sostengono che si opponga alla carità cristiana, eppure le ricchezze accumulate dal Vaticano, sembrerebbero contraddire questa ipotesi, seppure più che avara, la chiesa moderna, è avida!Altra forma di avarizia "credente" è il coito interrotto, che più che risparmiare gravidanze, decontestualizza il piacere dal suo luogo più o meno naturale!

L'avaro contemporaneo però è ben lungi dall'avere l'aspetto del signor Scrooge, anzi, il tirchione spende per la sua "facciata sociale" , viaggia, si veste, e mangia fuori spesso, solo che tutto ciò avviene in modalità singola. Mi spiego meglio, sarà capace di aggregarsi al vostro sudato coast to coast americano, persino di dividere il carburante necessario, ma non vi offrirà nemmeno un hot dog alla stazione di servizio! Vi obbligherà a contattare parenti mai conosciuti per scucirgli ospitalità, avvisterà condor famelici per dissuadervi dagli acquisti, e la notte sgranocchierà nel sacco a pelo le vostre barrette pesoforma addossando la colpa della loro scomparsa dalla vostra borsa, a scoiattoli, cinghiali o sciacalli.

Nel sesso, l'avaro "penetrerà" la vostra cortina ma scordatevi la fusione dei corpi, per tale motivo se vi trovate a che farci, abbiate almeno cura di esigere misure importanti, e non pensate di vederlo sbattersi, vi toccherà fare come all'ikea, tutto da soli/e.

Nel 2012, è probabile che l'avaro diventi itinerante, segua cioè l'onda distruttiva, non tanto per sfuggirle, quanto per prendere ciò che trova prima di essa, e mangerà il suo pecunio per imporre la saprofagia, ad eventuali sopravvissuti.
Ciò che potrei fare per essere avaro prima della fine del mondo, al massimo potrebbe essere questo:
Crolla la città, mentre taglio l'ultima cliente, e prima di esalare l'ultimo respiro....gli chiedo i soldi anche se non ho finito, dopodiché me li caccio in bocca!